Movimento
- oytis
- 7 ago 2010
- Tempo di lettura: 1 min
Luglio 2010
Ormai il Tour è finito... eppure, io penso ancora alla partenza... Rotterdam, 3 luglio... il sole che si oscura proprio nel pomeriggio, il vento che spazza la pioggia gelida che ricompare proprio in quel paio di ore, a rendere ancora più evidente lo sforzo di questi uomini jet, lanciati su due ruote con tutta la velocità che il cuore gli consente, sfrecciare sull'Erasmusbrug, curvare senza rallentamenti, e nuovamente un ponte, verso il traguardo, e digrignare i denti mentre le ultime gocce dal cielo si mescolano al sudore. In apnea... un respiro e via... li immagino i loro occhi fissi sulla strada che si apre in mezzo ad una folla i cui applausi giungono lontani, un'indefinito insieme di linee colorate che fanno da ala al passaggio. Perchè così appaiono le cose, ad alta velocità... così appaiono loro, mentre ti sfrecciano davanti, quando li vedi sbucare un centinaio di metri più in là da una mezza curva e le persone allineate davanti a te, come te, si sporgono sulla ringhiera... e già sono passati, prima che ne cogli la smorfia sul volto, prima che ne possa fissare lo sguardo. Lo vedi dopo, nello schermo della macchina fotografica, quando sei riuscito ad acchiapparli nell'inquadratura, come fotogrammi al rallentatore. Nubi basse, e cuore pesante, qualcosa che sfugge... E nell'attimo di un istante, cerco di catturare la velocità.
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