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Sotto i portici di Bologna

  • Immagine del redattore: oytis
    oytis
  • 29 dic 2016
  • Tempo di lettura: 1 min

Aggiornamento: 21 mar 2020


 



In qualche modo, queste sono righe paperella. Sì, suona un po' strano così, però credo che qualunque cosa trovi sempre una sua strada tra ricordi e connessioni. Così, volevo solo dire che oggi ho camminato dopo tanto tempo in una città che mi piace tantissimo, anche se vi sono stato davvero poche volte, e pure di fretta. Una di quelle dove proprio mi piacerebbe vivere. Ho camminato per poco tempo, quanto mi concedeva una giornata d'inverno, il sole basso, il cielo freddo ma limpido e, lungo la strada, il paesaggio piatto della pianura inghittito da banchi di nebbia, tra ciottoli, torri e chiese nascoste dentro altre chiese. Ma soprattutto, ho attraversato labirinti di portici, quei portici, che mi portavano chissà dove, o chissà forse lo so, mi piacerebbe, fin fuori la città, verso una collina che non ho in realtà mai raggiunto. E siccome le immagini spesso ritornano, io poi sono fatto così, ho gettato uno sguardo anche alle spalle, perché un gesto bello é sempre piacevole, anche quando lo si osserva da lontano, anche con occhi diversi. Allora, ho pensato a tante cose che rimarranno scritte nel calamaio di un inchiostro, o magari su un foglio nero su nero, non importa, perché so che valgono molto.




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