top of page

L'arte al centro del parco

  • Immagine del redattore: oytis
    oytis
  • 16 apr 2017
  • Tempo di lettura: 1 min

Aggiornamento: 25 mar 2020


 


"... Nunca persequí la gloria, ni dejar en la memoria de los hombres mi canción; yo amo los mundos sutiles, ingrávidos y gentiles, como pompas de jabón..."

(A.Machado)



Bisogna attendere che il pomeriggio volga al termine, e che col sole più basso all'orizzonte calasse anche la tensione, l'energia del giorno. Come prendere un respiro, soltanto più lentamente, ed essere più a contatto col silenzio, quello amplificato dal paesaggio, una distesa di fili lunghi ed ingialliti che ondeggiano come le fronde di una foresta. Bisogna attendere, un istante, rapidissimo, e sono dei profili sfuggenti che attraversano la strada, corrono su quei fili d'erba. Con la leggerezza stessa della luce che a quest'ora cambia colore. E lontano, due occhi tranquilli osservano, sulle ali di nuvole verdi, come in un quadro d'altri tempi ed un velo romantico, si girano, e si nascondono, scompaiono via.



In un parco che era dune e sabbia una volta, pianura e vento, tra laghi ed acquitrini, si trova un museo. Alle pareti scivolano veloci i colpi di pennello pastosi e sofferti di Van Gogh, su tutti, sfolgoranti, risvegliano un inconscio che già li conosce. Ed oltre, la natura ne lambisce il perimetro, si fonde, nel silenzio, nella calma e nel pensiero, lascia che sia così, una suggestione, che lambisce il colore.





Post recenti

Mostra tutti

コメント


Get in Touch

pngguru_edited_edited.png

Thanks for submitting!

Istantanee © 2020 by Oytis

bottom of page