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Il riflesso

  • Immagine del redattore: oytis
    oytis
  • 31 gen 2009
  • Tempo di lettura: 1 min

 



...perché visto dal vivo questo dipinto è davvero tutta un’altra cosa… una, due, infinite volte… indescrivibile. Mentre la maggior parte della gente sfila davanti agli occhi e si sofferma per qualche istante più lungo del dovuto, e la guida magari chiede se tutti hanno visto il film… ti rapisce… lo sguardo degli occhi, teneri e brillanti, le labbra dischiuse e l'alito sussurrato che vi sfugge, la perla argentata che prende forma attraverso due rapidi colpi di pennello, la luce che sfiora il viso, lo accarezza e lo modella, perfino lo sfondo nero ti passa attraverso e ti lascia lì, immobile, e gli occhi fissi su questo piccolo quadro. Irraggiungibile, inafferrabile, come la linea che le disegna il volto, sfumata nella luce, e il turbante che le nasconde i capelli e a noi il suo nome, se mai ci sia, come le emozioni che anima in te e non sai definire.

Nel fascino di uno sguardo, un moto nell’anima e, per un istante, la sensazione di sfiorare il sublime, oltre la bellezza...


(il dipinto, nell’Ottocento, è stato venduto per meno di due fiorini e mezzo, l’equivalente di un euro…)



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