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Ninna Nanna

  • Immagine del redattore: oytis
    oytis
  • 20 mag 2008
  • Tempo di lettura: 3 min

 


Ebbene sì... sono tornato!! Nemmeno due gironi fa, col mio bagaglio pieno, un briciolo di stanchezza ed un po' di malinconia... e con tanti, tantissimi colori negli occhi, i suoni ed i rumori, i sapori e gli sguardi incrociati, le meraviglie sul mio cammino... E' stato un viaggio lungo, il viaggio stesso ha amplificato questo tempo, me lo fa sentire addosso, ha dettato i ritmi... Ho percorso strade, usato qualsiasi mezzo di trasporto, sembra incredibile... dall'aereo al treno, dalla nave alla macchina e all'autobus... ma soprattutto, ho camminato... camminato senza sosta, tra i bianchi marmi di rovine antiche o i silenzi di monasteri centenari, nel caos disarmante di una metropoli o nel silenzio di gole di ardita bellezza e di un mare trasparente, sotto il sole o all'ombra degli onnipresenti ulivi... Ma è stato anche un po' camminare dentro di me... sì, perchè per me viaggiare è anche questo... i luoghi che vedo li sento su di me, vorrei viverli ed osservarli, non solo vederli... e tornare ancora perchè ogni volta non è lo stesso... sono lì, nascondono infinite vie, infinite sfumature, sta a noi coglierne più particolari possibili... ed è stato così a maggior ragione che ero solo, libero di decidere come muovermi ma purtroppo anche un po' chiuso in me stesso... pensavo quanto sia un peccato, quanto avrei voluto condividere questi giorni con qualcuno, perchè allora sarebbe stato ancora diverso ed i miei occhi sarebbero stati diversi... ma mi rendo conto che anche questo è un modo di viaggiare, e serve... serve perchè poco a poco lavora sul carattere... E poi c'era la mia inseparabile compagna di viaggio, la mia macchina fotografica... il mio terzo occhio, quello che a volte arrivava inconsapevolmente laddove non arrivavano i primi due... perchè viaggiare per me è anche questo, fissare in un'immagine le mie emozioni, cercare nell'attimo un punto di vista diverso... bene, questa parte di me è andata persa... ho perso la macchina fotografica ad Atene, in aeroporto, una manciata di minuti prima di partire... io che ne ho sempre avuto una cura maniacale, che la controllo ogni cinque minuti, per un'ora non riesco a ricordare come e dove possa essere successo... e sono amareggiatissimo, la macchina si può anche ricomprare, ma le foto no, sono perse... Non so se metterò qualche foto trovata su internet qui, magari qualcosa che ricordi a me una mia inquadratura... ma ancora non ho deciso... E' l'unica macchia che mi porto dietro di questi giorni, inutile ripetermi che alla fine sono solo immagini, che comunque ci sono i ricordi dentro di me... E allora a maggior ragione, cercherò di raccontare... un piccolo diario idealmente annotato in questi giorni, apparso con un po' di ritardo... Vorrei scrivere ancora di altre cose... per esempio la gente che ho incontrato... qualcuno affabile e incredibilmente gentile, qualcun'altro che invece mi ha fatto proprio arrabbiare, perchè ti accalappiava solo come turista, perchè magari riusciva ad imbrogliarti... ma in fondo anche questo va messo in conto... e poi ci sono tutte le figure che osservavo senza che se ne accorgessero... e gli altri viaggiatori non convenzionali, un po' come mi sento a volte io... qualcuno pure in giro solitario... E ora, in attesa di ripartire – perchè la sete di vedere sembra alimentarsi ogni volta, perchè è qualcosa che si inizia a sentire dentro di sè – mi rendo conto che ho voglia di tornare a casa, almeno qualche giorno... troppi aerei ho preso che non volgessero il timone verso la mia città... anche questo, pensavo, mentre camminavo in giro per la Grecia... perchè forse viaggiare significa anche aver voglia di riabbracciare il proprio mondo...

No foto, purtroppo... solo una canzone...



Camminavo vicino alle rive del fiume nella brezza fresca degli ultimi giorni d'inverno e nell'aria andava una vecchia canzone e la marea danzava correndo verso il mare A volte i viaggiatori si fermano stanchi e riposano un poco in compagnia di qualche straniero chissà dove ti addormenterai stasera e chissà come ascolterai questa canzone Forse ti stai cullando al suono di un treno, inseguendo il ragazzo gitano con lo zaino sotto il violino e se sei persa in qualche fredda terra straniera ti mando una ninnananna per sentirti più vicina Un giorno, guidati da stelle sicure ci ritroveremo in qualche ancgolo di mondo lontano, nei bassifondi, tra i musicisti e gli sbandati o sui sentieri dove corrono le fate E prego qualche Dio dei viaggiatori che tu abbia due soldi in tasca da spendere stasera e qualcuno nel letto per scaldare via l'inverno e un angelo bianco seduto vicino alla finestra

(Ninna nanna - Modena City Ramblers)



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